

Thomas Jay avrebbe potuto diventare un grande uomo, ma il suo destino era già segnato fin da piccolo. Così dai 12 anni in poi la sua vita è scandita dal riformatorio prima e dalla prigione poi. Il dolore, la disperazione, il desiderio d'essere amato non gli impediscono di precipitare sempre più a fondo, tuttavia Thomas riesce ad incanalarli, a renderli parole, a raccogliere le parole in storie che incantano il mondo. E' un diesel questo romanzo. Parte lentamente, ma presto ci si trova così coinvolti nelle vicende del protagonista che si fatica a staccarsi dalla lettura.
Niente da eccepire sulla scrittura scorrevole, lineare, senza alcun difetto.
Ma non è questo che dà carattere e unicità al romanzo. E' la capacità di Alessandra di raccontare le emozioni, di trasmettere al lettore il dolore, lo smarrimento, l'amore che tormentano l'anima di Thomas Jay e di Allie. E in alcuni momenti le emozioni sono talmente vivide, tangibili, da entrare prepotentemente in chi legge, commuovendo.
Ci si dimentica che si tratta dell'opera di un esordiente, ma non si dimentica Thomas Jay e la sua storia.