

Cosa sarebbe accaduto se la storia fosse andata in modo diverso? E' questa la domanda da cui prende spunto la letteratura ucronica, che non conoscevo ed ho scoperto grazie a Carlo Menzinger e al suo romanzo "Giovanna e l'angelo".
Carlo spiega: “L’ucronia o allostoria o fantastoria o storia controfattuale, è un genere letterario intermedio tra la fantascienza e il romanzo storico, in cui il racconto si differenzia dalla storia comunemente conosciuta, sostituendo a degli eventi storicamente avvenuti altri eventi immaginari.
Si differenzia dalla fantascienza, perché riguarda sempre fatti del passato e non ricorre, di norma, ad artifizi per modificare la storia.
Le mutazioni descritte devono avere un grado accettabile di probabilità di verificarsi.
L'ucronia può descrivere il momento in cui la storia muta o gli effetti di questo mutamento.”
Così in "Giovanna e l'angelo" l'autore gioca con la storia immaginando una Giovanna d'Arco il cui destino sarà diverso da quello che abbiamo studiato sui libri di scuola; una Giovanna raccontata attraverso le parole di un angelo ateo in cerca di Dio e innamorato della Pulzella d'Orleans.
Il romanzo, che denota padronanza della materia frutto anche di un accurato lavoro di ricerca (perchè per cambiare il corso della storia è necessario innanzitutto conoscerla bene), ha un ritmo lento, da gustare con calma, per apprezzare la scrittura elegante che in alcuni momenti si fa poesia. E da leggere con attenzione, per cogliere dove finisce la storia reale ed inizia l'invenzione ucronica.
Per approfondire la conoscenza di questo genere letterario consiglio di leggere l'approfondimento pubblicato da Menzinger nel suo blog.